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Giuseppe Marchetti-Longhi

Giuseppe Marchetti-Longhi è stato un grande e appassionato studioso della Roma Antica e Medievale ed archeologo per vocazione. Ed è al suo nome che è indissolubilmente legata la più importante scoperta archeologica nella Roma del secolo scorso: i templi di Largo Argentina. Evento archeologico assai rilevante, poiché l'esistenza dei quattro templi era del tutto ignorata (eccetto per i resti del c.d. Tempio A al di sotto della chiesa di San Nicola).

 

Giuseppe Marchetti-Longhi nasce a Roma il 13 marzo del 1884. La famiglia del padre (Curio Marchetti) era di origine spoletina, di tradizione liberale e devota alla dinastia sabauda; la madre (Guglielmina dei marchesi Longhi) discendeva da una nobile famiglia originaria di Bergamo ed era imparentata con alcune grandi famiglie nobili laziali, quali i Caetani di Sermoneta, gli Sforza-Cesarini ed i Mattei.

 

La sorella di Giuseppe, Maria era iscritta alla Facoltà di Lettere dell'Università di Roma ed aveva scelto come indirizzo 'Antichità e Topografia Romana', materia la cui cattedra era retta dallo studioso Rodolfo Lanciani. È in quegli anni che il Nostro, rimasto orfano del padre nel 1907, mentre già frequentava la facoltè di Giurisprudenza (dove si laurerà nel dicembre 1911), accompagnando la sorella alle lezioni universitarie ed alle escursioni archeologiche organizzate dal Lanciani, si appassiona all'archeologia di Roma classica e medievale.

In quegli anni, però scoppia la Grande Guerra, e Giuseppe decide di arruolarsi volontario. Nei giorni trascorsi al fronte, egli viene ferito due volte e successivamente è insignito di due medaglie d'argento al valore militare e di una croce di guerra.

 

Ed è proprio durante la convalescenza dalla seconda ferita che scrive il suo primo saggio di argomento archeologico (topografico sulla zona di Largo Argentina), che sarà poi pubblicato nel 1920 all'interno del Bullettino della Commissione Archeologica Comunale di Roma. Nello stesso anno muoiono sia la sorella che la madre, ma ormai la strada è tracciata: nel luglio 1919, spinto dai suoi interessi per gli studi storici e archeologici, consegue la seconda laurea in Lettere ed è anche nominato socio della Società Romana di Storia Patria, cui dedicherà studi ed impegni, e alla quale resterà legato fino alla morte.

Sempre nel 1920 viene nominato socio della Deputazione Friulana di Storia Patria e dell'Accademia di Arcadia, e nel 1922 sposa Ada Bufacchi: un'unione felice che durerà cinquantasette anni, fino alla morte, avvenuta per entrambi, nello stesso anno (1979, a distanza di pochi mesi).

Uno dei filoni della sua ricerca è costituito dai centri e dai castelli del basso Lazio (Alatri, Ferentino, Ceccano, Ninfa) cui ha dedicato una trentina di scritti. Giuseppe Marchetti-Longhi ha pubblicato numerosi articoli su Bonifacio VIII e su Anagni, città natale del pontefice, e su questo papa ha anche organizzato un'importante mostra a Palazzetto Venezia, a Roma, in occasione del giubileo del 1950; con i materiali raccolti per l'esposizione ha quindi fondato il Museo Bonifaciano nel Palazzo di Anagni.

Nel 1943 fonda l'Istituto di Storia e di Arte del Lazio meridionale (atto definitivo di costituzione, 29 Aprile 1953, e dal 1974 ente morale), istituzione privata nata con l'obiettivo di contribuire alla creazione di una solida tradizione di studi circa una regione d'Italia storicamente depressa; l'Istituto, di cui il egli è stato presidente fino al 1975, cura anche alcune pubblicazioni periodiche, tra cui il Bollettino dell'Istituto di Storia e Arte del Lazio Meridionale, edito a partire dal 1963, nonché il Bollettino della Sezione per il Lazio Meridionale della Società Romana di Storia Patria.

 

Per sua volontà, l'archivio personale è stato donato dagli eredi alla Società Romana di Storia Patria e all'Istituto di Storia e di Arte del Lazio Meridionale di Anagni; altri documenti, riguardanti in particolare la zona Argentina (corrispondenza epistolare, giornali di scavo) sono stati da lui stesso consegnati alla Sovraintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma. La parte di castello di Fumone appartenuta alla famiglia Marchetti-Longhi, è stata ceduta dagli eredi all'amministrazione comunale ed ospita dal 1989 il Museo Ada e Giuseppe Marchetti-Longhi.

Tratto da La Voragine Insigne (Cap. 3) e da Enciclopedia Treccani.

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